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La Scoliosi

Scopriamo insieme uno dei disturbi più conosciuti della nostra schiena

la scoliosi foto 1In condizioni normali, se vista di fronte, la colonna vertebrale si presenta diritta e, se osservata di lato, leggermente curvata. La scoliosi è uno dei disturbi più conosciuti della della spina dorsale e prevede la presenza di curve anomale su di essa. Le persone che ne sono affette sviluppano delle curvature addizionali: le ossa della colonna ruotano su se stesse assumendo una forma a “C” o a “S”. La scoliosi si verifica maggiormente sugli individui di sesso femminile. La sua presenza si può notare a tutte le età, ma è molto più comune nelle persone al di sopra dei dieci anni. Si tratta di un disturbo ereditario che può essere trasmesso tra individui della stessa famiglia. Va precisato, però, che non c’è correlazione tra la severità delle curve tra una generazione e l’altra. Il disturbo colpisce circa il 2% delle femmine e lo 0,5% dei maschi.

QUALI SONO LE CAUSE?

La scoliosi si presenta in diverse forme, ciascuna con differenti caratteristiche. Le tipologie principali sono quattro:

  • Idiopatica: si verifica nell’80% dei casi e non si sviluppa da cause ben precise.
  • Funzionale: la spina dorsale, in origine, non presenta anomalie. A causa di problemi presenti in altre parti del corpo (per esempio la presenza di una gamba più corta dell’altra o di spasmi muscolari sulla schiena), si sviluppa una curvatura più accentuata.
  • Neuromuscolare: chi ne è affetto sviluppa dei disturbi una volta terminata la formazione delle ossa della colonna vertebrale. Durante la crescita del feto, ognuna di queste ossa non si costituisce completamente o non si divide in maniera corretta dalle altre. Questo tipo di disturbo congenito si sviluppa in persone che ne presentano altri, come, per esempio, dei difetti alla nascita. Gli individui che ne sono affetti possiedono una muscolatura debole che fatica a mantenerli in posizione eretta.
  • Degenerativa: al contrario dei casi precedenti, che si sviluppano nei bambini o negli adolescenti, questo si verifica in età adulta. È causato da cambiamenti strutturali della spina dorsale dovuti all’artrite.

Esistono altre potenziali cause più rare: i tumori spinali come l’osteoma osteoide. Il dolore provocato da questo tumore porta le persone che ne soffrono a piegarsi in maniera innaturale per alleviare il dolore. A lungo andare, questo comportamento può provocare la formazione di curvature irregolari.

QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?

L’età è sicuramente il primo fattore di rischio: la scoliosi e i suoi sintomi si sviluppano di solito tra i nove e i quindici anni di età. Il secondo è rappresentato dal sesso: le persone di sesso femminile hanno maggiori probabilità di contrarre questo disturbo spinale. Il terzo è costituito dai trascorsi familiari.

QUALI SONO I SINTOMI E I PRIMI SEGNALI?

Il primo segnale, che è anche il più comune, è rappresentato dalla curvatura anomala della colonna vertebrale. La scoliosi si sviluppa lentamente e il rischio è quello di notarla solamente quando si trova già in stadio avanzato. Gli individui che ne sono affetti potrebbero constatare che i loro vestiti non calzano più a pennello come una volta o che una spalla è più alta dell’altra. Nei casi più estremi, la scoliosi può compromettere anche le funzionalità del cuore e dei polmoni, causando fiato corto e dolori al petto. La maggior parte delle persone con questo disturbo, comunque, non provano dolori particolarmente accentuati.  

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COME SI PREVIENE? COME SI CURA?

Ad oggi, non esistono tecniche che permettono di prevenire la scoliosi. I ricercatori svolgono comunque una continua opera di studio per trovare delle possibili cause e per migliorare le modalità di trattamento.
Allo scopo di evitare allarmismi inutili, è sempre opportuno consultare un medico che effettuerà una diagnosi accurata e che indicherà il percorso da seguire più adeguato.
La scoliosi può essere trattata con diverse tipologie di terapie, ciascuna in base alla gravità della curva e ad un suo potenziale peggioramento. Si possono individuare tre categorie principali di trattamento: l’osservazione, l’applicazione di un tutore e, in ultima, l’intervento chirurgico. La terapia per la scoliosi funzionale prevede l’uso di tutori appositi, come i plantari, che permettono di sopperire alla presenza di una gamba più corta. La maggior parte delle persone affette da quella neuromuscolare, invece, potrebbero essere costretti ad affidarsi all’opzione chirurgica, vista la sua natura degenerativa. Il trattamento di quella idiopatica varia in base all’età della persona in cui si sviluppa. L’obiettivo primario, in questo caso, è di tenere sotto controllo la curva e prevenire ogni suo peggioramento durante la crescita dell’individuo che ne è affetto. Se presente già in età infantile, la scoliosi idiopatica può essere solamente tenuta sotto controllo, evitando l’utilizzo di tutori particolari. Se diagnosticata in età giovanile, invece, dovrà essere curata in maniera più aggressiva. In età adolescenziale, invece, verrà probabilmente indicato il trattamento opportuno da seguire in base al grado di curvatura della spina dorsale.

ESISTONO RIMEDI CASALINGHI?

Alcuni rimedi casalinghi possono essere affiancati al trattamento indicato dal medico. Tra questi, si annoverano una dieta sana ed equilibrata, i massaggi, la fisioterapia e lo stretching. Alcuni medici raccomandano ai loro pazienti l’uso di materassi in lattice adattabili per posizionare al meglio testa e piedi. Va precisato che queste tecniche aiutano certamente la terapia, ma non devono essere sostitutivi ad essa.

ESISTE UNA PROGNOSI SPECIFICA?

La scoliosi permette alle persone che ne sono affette di condurre una vita normale. Per le donne non ci saranno rischi durante la gravidanza, anche se potrebbe intensificarsi il dolore alla schiena.
Le nuove tecnologie e il progresso medico hanno reso gli interventi chirurgici sempre meno invasivi, riducendo dolore e tempi di recupero. Questi ultimi, in particolare, variano in base al tipo di procedura che viene effettuata. A volte è necessario un periodo di riabilitazione più lungo, in genere di qualche settimana. In altri casi, invece, la ripresa avviene rapidamente e non richiede delle sessioni riabilitative. Sebbene alcune di queste tecniche siano ancora in fase di sviluppo, i risultati sono molto promettenti. La scoliosi, se trascurata, può produrre effetti negativi. Per questo si raccomanda di affidarsi a un medico che potrà indicare le migliori opzioni di trattamento da seguire per poter beneficiare di buoni risultati a lungo termine.

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