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La Propriocettività

Essere consapevoli del proprio corpo.

La propriocettività, più nota forse con il nome di Propriocezione o Cinestesia, rappresenta quella capacità di percepire, elaborare e riconoscere tutte le informazioni riguardanti la posizione del nostro corpo all’interno dello spazio e del tempo: la contrazione di tutti i suoi muscoli e di tutti i suoi nervi anche senza l’ausilio della vista. Ne si comprende facilmente la fondamentale importanza e influenza quando si parla di apparato locomotore, poiché i propriocettori ci permettono di cogliere i segnali di retroazione che ci avvertono di qualsiasi movimento del nostro organismo, consentendoci così di monitorarlo in ogni istante.  In concreto questi propriocettori altro non sono che delle terminazioni nervose, che si occupano dell’analisi e dell’invio delle informazioni riguardanti il moto al nostro sistema centrale. La propriocettività si fonda sul lavoro dei suoi recettori, poiché ciò che nominiamo quando parliamo di questa capacità umana è proprio il passaggio degli impulsi dalle terminazioni nervose al midollo osseo, e da qui nelle varie zone di interesse specifico.

LA TEORIA DELLA PROPRIOCETTIVITÀ

propriocettivita cosa significa propriocettori foto1La capacità umana della propriocettività è stata scoperta, studiata e approfondita dal neurofisiologo Sir Charles Scott Sherrington. Questi negli anni ’20 e ‘30 del secolo scorso giunse a diverse conclusioni davvero importanti per la medicina, specialmente per quanto verte attorno al mondo della moderna neurofisiologia, della quale ha posto delle basi solide. Nel 1932 ha anche ottenuto il Nobel per la Medicina, in coabitazione con il collega Edgar Douglas Adrian, grazie alle sue scoperte sulla propriocettività e sulla sinapsi, attraverso l’interpretazione delle funzioni dei neuroni nel corpo umano.

La base della propriocettività è caratterizzata dalla risposta del fisico a particolari stimoli di spinta, di pressione e di contrazione, che si attuano inconsciamente durante ogni singolo movimento del corpo. I recettori entrano in gioco quando avviene il moto, e ci permettono di mantenere il controllo di tutta la situazione, consentendoci di forzare il movimento, di arrestarlo, di intervallarlo e via dicendo.

DOVE SI TROVANO I PROPRIOCETTORI

I propriocettori sono situati in varie zone strategiche del nostro organismo, in modo da assicurare una connessione costante e affidabile al nostro sistema centrale di ricezione, il cervello. Le terminazioni nervose si trovano in particolare nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni e si differenziano tra loro anche in base alla loro funzione specifica.

Solitamente nel muscolo troviamo i cosiddetti “fusi” muscolari, che sono delle fibre che informano i recettori riguardo le proporzioni del muscolo nel quale sono situati. Proprio a causa della loro funzione li definiamo come recettori di allungamento del muscolo, poiché ci permettono di cogliere le fasi di contrazione e di distensione delle fibre muscolari, alla quali si applicano in parallelo e ne seguono tutte le fasi di azione. Grazie agli assoni innervati al loro interno, i fusi sono in grado di fornirci dei dati riguardanti anche la velocità di contrazione e di distensione del muscolo. I fusi comunicano direttamente con il midollo spinale, provocando così l’eventuale stimolazione, o, al contrario, l’eventuale inibizione, del muscolo antagonista in modo da ottimizzare le prestazioni del nostro fisico (con prestazioni si intendono anche i più semplici gesti quotidiani: ad esempio quando un oggetto aumenta il suo peso mentre lo teniamo in mano dobbiamo aumentare la forza applicata al suo sostenimento, così come quando un oggetto scotta molliamo lo presa o allentiamo la stretta).

Nei tendini invece non troviamo i fusi, bensì i “recettori di Golgi”. Anch’essi possono misurare il differente quantitativo di forza in gioco in una data azione motoria. La loro funzione è principalmente protettiva, anche perché reagiscono in un secondo momento rispetto ai più “rapidi” fusi muscolari, che entrano in azione al minimo impulso.

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LE CONSEGUENZE DELLA PROPRIOCETTIVITÀ

La conseguenza prima della propriocettività è senza dubbio l’equilibrio di tutto il corpo e del suo apparato locomotore. Infatti è il risultato più evidente e positivo che ci permette di capire se i nostri propriorecettori stanno compiendo un buon lavoro oppure se c’è qualche “cortocircuito” fisiologico che ne impedisce il corretto funzionamento. Basti pensare che il punto nevralgico di tutto il nostro organismo per quanto riguarda il nostro equilibrio corporeo è ovviamente il piede. E proprio nel piede circola il maggior traffico di informazioni riguardanti la propriocettività, dai suoi terminali nervosi sino ai punti di elaborazione dei dati come midollo osseo e cervello.

ALLENAMENTO DELLA PROPRIOCETTIVITÀ

propriocettivita cosa significa propriocettori foto2Forse in molti non conoscono l’importanza che questa abilità e questa capacità fisica implica all’interno dell’attività sportiva. Va detto che i propriocettori svolgono un ruolo di assoluta rilevanza per quanto riguarda la riuscita di un particolare gesto tecnico in una data disciplina sportiva. L’equilibrio finale risultante da una particolare azione sportiva è il prodotto di un lavoro immenso di scambi di informazione tra recettori e sistema centrale: più sarà efficiente lo scambio e più la coordinazione sarà appropriata. Le doti tecniche di uno sportivo si basano quindi anche sulla sua capacità di cogliere e far proprio questi impulsi corporei. Ecco perché viene sempre sottolineato anche l’aspetto mentale quando si parla di sport, perché se non si rimane concentrati su ciò che si deve fare e non si impara ad ascoltare il proprio corpo l’esito non sempre sarà positivo. Si può comprendere più facilmente il motivo per cui molti allenatori perdono ore ed ore di allenamento nello spiegare e rispiegare i gesti tecnici curandoli in ogni minimo particolare e stimolando di continuo il nostro corpo a immagazzinare il concetto e il movimento in tutta la sua interezza.

Nello specifico esistono alcuni allenamenti mirati che riguardano in modo particolare l’esercizio dell’equilibrio: i più comuni sono quelli che prevedono l’appoggio di un solo piede su una superficie piatta, situata a sua volta al di sopra di una base semicircolare.

LA PROPRIOCETTIVITÀ NEL RECUPERO DA UN INFORTUNIO

La propriocettività è una delle capacità fisiche più difficili da riattivare a seguito di un infortunio: infatti a seguito di un periodo più o meno lungo di inattività può risultare molto difficile ripristinare i precedenti meccanismi motori, motivo in più per studiare ed applicare al meglio gli esercizi propedeutici che consentono di rieducare il nostro corpo alla corretta attività fisica.

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