Le Punture di Acari

Che conseguenze hanno questi insetti sulle persone?

Gli acari (scientificamente noti con il sinonimo “acarina”) fanno parte della grande famiglia degli aracnidi, costituita principalmente da parassitiformi. I più diffusi sono quelli che noi chiamiamo “acari della polvere”, degli insettini di dimensioni minuscole caratterizzati da una forma ovale e da piccole protuberanze lungo il corpo attraverso le quali si muovono: possono spostarsi sulle superfici solide, ma anche in quelle liquide, grazie alle loro capacità di discreti nuotatori. Possono inoltre scavare e succhiare le sostanze che incontrano nel loro cammino: in molti di noi però non sono a conoscenza della loro capacità anche di pungere. Nella maggior parte dei casi se si subiscono punture di acari non si hanno conseguenze particolarmente dannose, salvo un leggero prurito; esistono però alcune tipologie di punture di acari che possono risultare molto pericolose, specie se sono causa di contagio di qualche malattia grave come la scabbia o la rogna. Si parla di situazioni rarissime, che si manifestano solo in situazioni di igiene scarsa, ma comunque possibili ed esistenti.
Vediamo nel dettaglio.

GLI ACARI

punture di acari cosa fare foto1Gli acari rappresentano una delle prime specie del regno animale che ha popolato il pianeta terra, infatti il primo fossile contenete uno scheletro di acaro risale a quasi 300 milioni di anni fa. Questi insetti antichissimi hanno dimensioni ridottissime, con una lunghezza media del corpo che si aggira attorno ai 1-2 mm, toccando massime di 2-3 cm di alcune specie particolari. La loro struttura corporea e uniforme, e non presenta particolari suddivisioni tra sezioni superiori o inferiori. Alcuni acari hanno una morfologia che ricorda molto quella del ragno, non per nulla fanno parte della sopra citata famiglia degli aracnidi, anche se non possiedono lo stesso numero di zampe e, se ne possiedono qualcuna, sono di dimensioni decisamente più piccole, anche in rapporto al resto del corpo. Gli acari vengono definiti come una specie particolare di parassiti, in quanto nella maggior parte dei casi vivono e prolificano come ospiti indesiderati sui corpi di altre specie animali. L’esempio più diffuso è sicuramente quello del cane: infatti questo animale conduce uno stile di vita “ideale” per le necessità dei parassiti come l’acaro; si struscia spesso per terra, non si lava di frequente, possiede di solito un pelo medio lungo ecc. Basti pensare che anche le famose zecche non sono altro che una delle tante sottoclassi della famiglia dell’acaro. Anzi, risultano tra le principali cause di trasmissione di malattie pericolose e sono la specie di acaro che più va ad intaccare gli altri animali provocando delle conseguenze anche serie e da tenere sotto controllo.

COME SI PRESENTANO LE PUNTURE DI ACARI?

Solitamente le punture di acari sono pressoché innocue: si può manifestare un lieve arrossamento della zona infetta, che può provocare anche la formazione di una piccola bolla. Questo avviene se l’acaro ha depositato le uova. Ma oltre al prurito e al rossore non si hanno altre conseguenze, ed entrambi spariscono dopo qualche minuto o poco più. Gli acari sono in possesso di un apparato anteriore dotato di una sorta di minuscola bocca in grado di mordere, pungere e succhiare. In alcuni casi le punture di acari tramite un “morso” possono provocare conseguenze più importanti. La prima è la formazione di un rossore più intenso, sintomo della probabile presenza di una dermatite in fieri. In questi casi è bene non sottovalutare la cosa: la dermatite può infatti indicare la presenza di un’infiammazione, dovuta alla proliferazione dell’acaro attraverso l’impianto di uova nello strato sottocutaneo della nostra pelle. Se non si interviene in tempi rapidi l’infiammazione può anche allargarsi fino a diventare una autentica malattia. In passato erano molto diffusi i contagi di scabbia o di rogna proprio a seguito di punture di acari.

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COSA FARE IN CASO DI PUNTURE DI ACARI?

Se si notano i sintomi tipici delle punture di acari la prima cosa de fare è rivolgersi ad un medico o, meglio ancora, ad un dermatologo. Infatti quest’ultimo è lo specialista più qualificato nel riconoscere eventuali cause di una dermatite, se è provocate effettivamente dagli acari o se si tratta di un’ infezione dovuta ad altre cause. Nel caso si tratti di punture di acari il vostro medico vi prescriverà qualche pomata lenitiva, il primo e più lieve rimedio quando si manifestano queste infezioni. Queste pomate sono composte da zolfo, o anche da permetrina, una specifica sostanza antiparassitaria che agisce come neurotossina. Le quantità e le dosi saranno proporzionali all’entità del danno visibile. La pomata lenitiva può però risultare insufficiente, specie se non ci si è mossi in tempo e non si è intervenuti tempestivamente. In tal caso il medico potrà prescrivere anche la somministrazione di alcuni antibiotici mirati, ai quali verranno aggiunti altri prodotti, solitamente delle creme adibite alla riduzione del prurito. Queste sono composte da cortisone o da antistaminici, quindi da componenti piuttosto forti ed invadenti, che richiedono un dosaggio attento e accurato.

Per alcuni soggetti che presentano già delle allergie genetiche l’attenzione per eventuali punture di acari va triplicata: difatti questa può rivelarsi veramente dannosa per l’organismo di queste persone, in quanto può andare ad attivare delle ripercussioni fisiche davvero preoccupanti e pericolose, motivo in più per prestare sempre attenzione alla minima manifestazione di qualche sintomo.

COME PREVENIRE LA PUNTURA DI ACARI?

punture di acari cosa fare foto2Il consiglio più utile per ridurre al minimo il rischio di subire punture di acari è sicuramente quello di mantenere il proprio ambiente domestico sempre pulito e arieggiato, in modo da renderlo il più possibile ostile per questi fastidiosi insettini. L’acaro che più entra in contatto con l’essere umano è quello noto con il nome di “acaro della polvere”, in quanto riesce a riprodursi e a sopravvivere in ambienti ricchi ai accumuli polverosi e di pulviscoli. Ma non vanno trascurati neanche gli acari del legno, gli acari delle piante ecc. poiché anche costoro si nutrono di forfora e di altri rimasugli della nostra pelle “morta”, indi per cui si deve stare molto attenti anche quando ci si trova in ambienti esterni e non solo tenendosi alla larga dalla polvere.

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