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Il Secondo Chakra

Come funziona e come tenerlo in equilibrio.

Conosciuto anche come Svadhishtana, il secondo chakra è associato al senso del gusto. È considerato il centro delle emozioni e del desiderio. Il suo colore è l’arancione, ed è collocato nel basso ventre. Si trova al di sopra del pube, fra i genitali e l’ombelico, alla stessa altezza dell’osso sacro. È collegato con il sistema immunitario e i reni; inoltre, nel caso delle donne vi si associano le ovaie, nel caso degli uomini i testicoli. Affiliato all’elemento dell’acqua, le sue funzioni principali sono il desiderio, il piacere, la sessualità e la procreazione.

SIGNIFICATO

secondo chakra disfunzioni riequilibrio foto1Il secondo chakra è il centro delle emozioni e dei desideri più profondi. Se dovessimo associarlo ad un’espressione chiave, questa sarebbe “io sento”.

Abbiamo visto che è noto anche come Svadhishtana, una parola sanscrita che viene tradotta con l’espressione «collocato nel suo proprio posto».

Collegato con l’elemento dell’acqua, il secondo chakra riguarda la facoltà di provare emozioni; è inoltre associato al desiderio sessuale. Oltre che all’unione fisica con qualcuno da cui si è attratti, entra in gioco anche il desiderio di riprodursi. Da qui proviene la voglia di socializzare e di ampliare le interazioni con il prossimo; la creatività e la sensibilità sono elementi caratterizzanti.

Il simbolo del secondo chakra è arancione e raffigura un fiore di loto con sei petali. All’interno vi è disegnata una luna, perché è il ‘pianeta’ associato a questo centro del chakra. L’altro disegno è un animale simile ad un alligatore. Si tratta del makara, una bestia che rappresenta le pulsioni primitive, i desideri e gli istinti animali che trovano spazio nel nostro inconscio.

Mentre il primo chakra è solido e stabile, il secondo ha caratteristiche opposte. Il secondo chakra infatti è completamente diverso e vede il cambiamento come una cosa positiva. L’elemento di riferimento, non a caso, è l’acqua. L’acqua scorre continuamente, non si ferma, trascina via le cose vecchie. Non è densa, non ha forma e non conosce la staticità. Per entrare in contatto con questo chakra una pratica efficace è il vinyasa, ovvero un particolare movimento sincronizzato con il respiro. Ripetendo dei movimenti fluidi e avendo cura di accompagnarvi la respirazione nel modo giusto, infatti, le mosse diventano delicate e scorrono senza intoppi. Proprio come l’acqua.

DISFUNZIONI

Se il secondo chakra non funziona in modo armonico, ne risente il benessere dell’intero organismo – sia dal punto di vista fisico che dal lato psicologico. Si possono registrare ansia, attacchi di panico, ma anche impotenza e frigidità, problemi alla prostata, dolori lombari, disturbi alla circolazione e ai reni.

Nel caso in cui il questo chakra sia meno attivo del dovuto, gli effetti sono spesso delle disfunzioni sessuali. Non solo: si registrano ansie, paure, tendenza alla solitudine e al senso di colpa. La natura di scompensi di questo tipo viene spesso cercata nell’infanzia dell’individuo. Se i genitori sono stati assenti o poco presenti, infatti, è probabile che la naturale espansione del chakra ne abbia risentito. Se le premesse sono queste, l’età adulta sarà caratterizzata dall’incapacità di amarsi e di amare. Un secondo chakra non sviluppato provoca freddezza e un rifiuto per i piaceri carnali. In mancanza di stimoli positivi e di passioni, l’individuo prova una sensazione di vuoto. L’identità personale non è ben definita e questo genera una grande insicurezza: osservando le altre persone, le sensazioni che si provano sono di invidia e di gelosia.

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All’opposto, se il secondo chakra funziona in modo eccessivo, è probabile che compaiano ipersensibilità e improvvisi sbalzi d’umore – che possono essere associati a crisi di pianto oppure al bisogno molto frequente di urinare. Anche i rapporti con il partner ne risultano alterati, perché insicurezze e tensioni portano a cercare relazioni prive di coinvolgimento a livello emotivo, con l’unico scopo di soddisfare le pulsioni sessuali. Questo provoca una gestione anomala delle relazioni, che sono caratterizzate dall’egoismo e dall’appagamento personale anziché dalla condivisione. Relazioni di questo tipo, a lungo andare, generano malcontento anziché soddisfazione. Il piacere infatti è legato all’equilibrio delle proprie pulsioni, alla capacità di ascoltare se stessi e i propri ritmi.

RIEQUILIBRIO

Un secondo chakra equilibrato implica una vita emotiva e sessuale equilibrata. Il piacere va ricercato e desiderato, com’è naturale, ma non ossessivamente e non in maniera troppo egoistica. Se il chakra è in equilibrio il piacere si vive in maniera sana, così come le emozioni, i rapporti con il partner e con gli altri. Abbiamo visto, però, che questo chakra non sempre è equilibrato: ci possono essere degli scompensi, sia per eccesso che per difetto. Gli effetti sono spiacevoli, per il diretto interessato ma anche per chi interagisce con lui. Essendo questo chakra il centro delle emozioni, non è raro assistere a sbalzi d’umore e perdita di controllo del proprio stato emotivo.

Esistono però dei modi per portare il chakra in equilibrio, a patto che si abbia sufficiente consapevolezza di sé per accorgersi che qualcosa non va – e naturalmente, la volontà di intervenire. L’idea è di tornare a far fluire emozioni e pulsioni senza blocchi, proprio come avviene con l’acqua.

Svadhishtana chakra si trova nel basso addome, come ormai sappiamo, quindi se si usa lo yoga per riportarlo al giusto equilibrio le posizioni saranno concentrate soprattutto in questa zona. Abbiamo visto che il movimento associato a questo chakra si chiama vinyasa, e sincronizza i movimenti con il respiro, rendendoli così fluidi come lo spostamento dell’acqua. Proprio a questa pratica si ispira il vinyasa yoga, in cui si passa con leggerezza da una posizione all’altra, riacquistando equilibrio e serenità. Allo stesso scopo può servire la meditazione; se si è consapevoli di avere un disequilibrio a livello di Svadhishtana chakra, allora la meditazione può essere guidata e mirata a risolvere questo problema.

Un altro modo per favorire il riequilibrio del secondo chakra è concentrarsi sull’alimentazione. Visto che il suo elemento è l’acqua, è importante assumere una notevole quantità di quest’ultima. Non solo a livello fisiologico è fondamentale per la salute del corpo (basti pensare alla pulizia dei reni), ma aiuta anche a mantenere in equilibrio il chakra. Inoltre sono ottimi gli estratti naturali e le tisane.

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