L' Ansia Sociale

Come e quando si presenta questo tipo di ansia.

L’ ansia sociale è un particolare tipo di disturbo che va a colpire certe persone in momenti in cui si sentono esposte allo sguardo e al giudizio altrui, anche se si tratta magari di compiere azioni banalissime quali attraversare una sala affollata o ordinare qualcosa da bere ad esempio.
Tutti, chi più chi meno, ci sentiamo in soggezione in alcune particolari situazioni, anche se spesso non lo vogliamo ammettere: questo può essere dovuto a mille fattori, anche da semplice e innocente timidezza. Ma chi soffre di ansia sociale si sente costantemente sotto osservazione da parte di chiunque, e teme le possibili conseguenza di un qualsiasi gesto che può compiere, anche se rientra perfettamente nella normalità delle circostanze in cui si trova. Come in ogni tipo di disturbo ansioso ci sono vari livelli per poter definirne l’intensità e le tecniche per imparare a domarlo e a superarlo, così da poter vivere serenamente la propria vita sociale.

COME SI PRESENTA L’ ANSIA SOCIALE

ansia-sociale-foto1Come appena accennato, mostrare un po’ di nervosismo prima di uno specifico caso in cui dobbiamo esporci in pubblico o comunque esser in qualche modo valutati rientra perfettamente nella norma, non significa che si sia sofferenti di ansia sociale. Anzi, paradossalmente è un metodo utile per favorire la concentrazione e focalizzarci sul nostro obiettivo, evitando distrazioni inutili.
Ma per coloro che soffrono di ansia sociale tale nervosismo è amplificato al punto da divenire insostenibile, e si può riconoscere tramite alcuni sintomi comuni ai più:

  • Sensazione di pesante stress prima di un particolare evento che richiede una nostra apparizione di fronte a una o più persone, non per forza sconosciuti, ma magari persone di cui temiamo un giudizio negativo;
  • Consapevolezza dell’eccessiva agitazione e incapacità di gestione del nostro nervosismo;
  • La stessa paura di dimostrare o lasciar trapelare la nostra tensione e ansia, attraverso chiari segnali fisici che possono provocare commenti o giudizi ironici nei nostri confronti;

A questi sintomi psico-fisici più latenti vanno aggiunti quelli invece più espliciti, che ci permettono di riconoscere l’ ansia sociale:

  • Improvvise vampate di caldo e sudorazione intensa da varie parti del corpo, anche senza esser in luoghi afosi o addirittura anche se pochi istanti prima si provava freddo nello stessa stanza o luogo;
  • Tremori evidenti alle mani o sviluppo di invadenti “tic” solitamente provocati dai nervi tesi e dall’ incontrollabilità delle circostanze in atto; la stessa voce può risultare tremante e insicura in questi casi;
  • Sensazione di vertigini o giramenti di testa inattesi, ai quali seguono facilmente nausea e in alcuni casi diarrea;
  • Eccessivo pallore del viso o il caso diametralmente opposto di viso arrossato e teso;

Ai sintomi seguono purtroppo delle conseguenze che spesso ci portano a compromettere i nostri rapporti sociali. La tipologia di ansia in esame infatti ha come primo risultato negativo quello di impedirci di goderci i rapporti con le persone che ci circondano, ci costringono ad evitare feste, cene o comunque particolari occasioni di ritrovo in cui c’è l’opportunità di conoscere nuove persone e anche solo intrattenersi con nuove conoscenze.

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RIMEDI PER SCONFIGGERE L’ ANSIA SOCIALE

ansia-sociale-foto2Esistono vari metodi e pratiche per superare questo tipo di problema, e si suddividono in base alla gravità del disturbo: in poche parole meno è forte l’ansia che ci affligge più facile è risolvere il problema, anche attraverso semplici trucchetti ed esercizi quotidiani. Può tornare molto utile, nei casi in cui sia un’ansia di tipologia lieve, provare ad affrontare o simulare le situazioni che solitamente ci imbarazzano con persone verso le quali abbiamo già dimestichezza e confidenza: provare ad esprimere le proprie opinioni o esternare le proprie emozioni senza sentirsi in imbarazzo e arrossire, anche solo in presenza di persone che ci mettono a nostro agio, è il primo gradino verso un risultato positivo anche al di fuori di un ambiente protetto. Altrettanto utile a tal fine è l’esercizio dell’improvvisazione: fare qualcosa di non programmato, buttarsi in una nuova esperienza, in un nuovo hobby, permettendo alla nostra intraprendenza di sorprenderci. Che sia iscriversi a un corso di yoga o imparare il cinese, l’importante è provare a sbilanciarsi con qualcosa che si desiderava di provare ma non si aveva mai avuto il coraggio di sperimentare realmente. Inoltre per risolvere problemi pratici come l’improvvisa asma e la balbuzie in presenza di qualcuno che ci mette in soggezione è sufficiente fermarsi un attimo e isolarsi nella propria quiete interiore: respirare lentamente e in profondità aiuterà a rilassare i nervi, mentre provare a scandire e staccare le parole una dall’altra sarà altrettanto utile per iniziare un discorso con qualcuno che non si conosce in modo approfondito, il resto molto facilmente verrà da se. Se riuscirete a lanciarvi in una di queste circostanze, l’ ansia sociale di una qualsiasi esperienza quotidiana vi sembrerà una cosa da nulla. Ragionando in questo mondo imparerete anche a evitare pensieri e predizioni inutili dettati dalla fobia e non dall’effettiva realtà delle cose, ingigantendo problematiche che di per se magari nemmeno esistono.

Per i casi invece di stress e ansia sociale in uno stadio più avanzato è bene attuare una terapia più studiata, attraverso l’aiuto di una figura competente e specializzata. La pratica medica che normalmente si applica in questi casi è la “psicoterapia cognitiva”, e si basa su semplici passaggi:

  • Normalmente si tenta di scoprire se alla base di questo disturbo ci sono degli eventi traumatici che hanno colpito il paziente in passato, una sorta di shock inerente al suo rapporto con gli altri o semplicemente una brutta esperienza in una circostanza pubblica;
  • Una volta individuato il trauma, s’incomincia un processo di avvicinamento e familiarizzazione col ricordo, processo che aiuta il paziente a decostruire pian piano i castelli di carta creati attorno alla sua stessa figura nel rapporto con l’esterno;
  • Attraverso un preciso percorso fatto di tappe consequenziali il paziente comprende e metabolizza la sua fobia, prendendo coscienza che un po’ di ansia sociale può affliggere chiunque, in qualsiasi momento;
  • Mediante la condivisione infatti si può destabilizzare il disturbo e riuscire a capire che in realtà la persona che ci sta di fronte provano delle emozioni molto simili alle nostre, si tratta solo di imparare a controllarle e trasformarle in emozioni positive e rasserenanti.

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