La Pianta di Altea

Usi medicinali e benefici di questa pianta.

La pianta medicinale officinale Althaea officinalis dal nome comune altea per le sue proprietà risulta utile nelle affezioni broncopolmonari grazie all’azione emolliente e lenitiva, oltre che nel trattamento della bronchite e della tracheite, anche nel trattamento della pertosse.

INFORMAZIONI UTILI SULLA PIANTA DI ALTEA

pianta di altea althea officinalis foto1Nome comune: Altea
Francese: Guimauve
Inglese: Marsh-mallow
Famiglia: Malvaceae
Parte utilizzata: radice (fiori e foglie)

Costituenti principali della Pianta di Altea:

  • Radice: 25% mucillagine (D-galactosio, l-ramnosio, acidi D-glucuronico e D-galacturonico), flavonoidi, fenoli, scopoletolo, 35% amido
  • Fiori: 5-8% di mucillagine, asparagina, tracce d’olio essenziale
  • Foglie: 10% mucillagine, tracce d’olio essenziale

Benefici della pianta di Altea:

Attività principali: emolliente, antiinfiammatoria

Impiego terapeutico: laringo-tracheo-bronchite; cistite; gastroenteriti

La pianta di Altea e tutte le sue parti contengono mucillagini e ciò caratterizza l’attività della pianta come emolliente ed antiinfiammatoria, vengono utilizzate negli stati flogistici delle mucose, a carico soprattutto delle vie respiratorie, ove leniscono le mucose infiammate ed irritate.

L’Altea, per via orale, rientra nel trattamento sintomatico della tosse e, come coadiuvante, nelle forme dolorose di colon irritabile.

A livello gastrointestinale la grande quantità di mucillagine presente nella pianta di Altea esercita a livello della mucosa gastrica proprietà gastro-protettrici e, a livello intestinale, proprietà adsorbenti le tossine, antiinfiammatorie, lenitive ed antispasmodiche.

La decozione della radice di altea, o meglio la macerazione a freddo della radice contusa viene impiegata in clisteri in caso di infiammazione della mucosa intestinale (enterocoliti acute, colon irritabile, colite ulcerosa, proctite ecc.).

Per uso esterno risulta utile, sotto forma di collutorio, nell’infiammazione della bocca. Il decotto (da 10 a 30 g per litro), utilizzato sotto forma di cataplasmi, è lenitivo per gli ascessi e i foruncoli e sollecita la loro maturazione. Decotti di radice di Altea sono impiegati, infatti, come emollienti negli ascessi dentari e, come gargarismi, nella laringite e nella raucedine.

Si ricorda l’uso tradizionale della radice di Altea come masticatorio, quale lenitivo nell’infiammazione gengivale conseguente alla dentizione nel bambino.

In campo dermatologico si sfrutta l’azione addolcente, antipruriginosa.

Per l’azione trofica e protettiva viene usata come coadiuvante nei preparati contro bruciature,
ragadi, screpolature, punture di insetto.

Nella foruncolosi, risulta utile come emolliente e maturativo.

Si utilizza in cosmetologia, nella fabbricazione di preparati idratanti e addolcenti per la pelle.

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FORME FARMACEUTICHE SULLA PIANTA DI ALTEA

pianta di altea althea officinalis foto2Infuso (foglie-fiori): 2 g per tazza d’acqua bollente; lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere più volte nella giornata.

Macerato (radice di altea): porre un cucchiaio circa di radice di Altea tagliuzzate (circa 15 g) in acqua fredda e lasciare a macerare per circa un’ora e mezza, mescolando frequentemente; filtrare e bere una tazza più volte al dì. Deve essere preparata sempre di fresco.

Decotto al 30:1000-30:100 (uso topico).

Polvere: 50-150 g per cps.

Althaea officinalis T.M.: 40 gocce tre volte al dì.

Curiosità sulla Althaea officinalis

  • Il nome Altea deriva dal greco e significa guarire: gli antichi facevano, infatti, largo uso della pianta. La prima descrizione si deve a Dioscoride che la segnala come pianta molto utile sia per via interna che esterna.
  • Mattioli (XVI sec.) scrive: «E stato sperimentato, che pigliandosi una dramma e mezza del suo seme in polvere nel vino, rompe e tira fuori le pietre che si generano nelle reni, provoca l’orina e guarisce il dolore causato da quelle»

Tossicità ed effetti secondari della pianta di altea

La letteratura non segnala effetti secondari e tossici alle dosi terapeutiche, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale.

L’assunzione di posologie elevate o prolungate nel tempo può tuttavia causare nausea, vomito e disturbi gastrointestinali.

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