L' Hatha Yoga

Storia ed approfondimenti sulla disciplina.

Nella sua più comune accezione hatha significa yoga; ma se andiamo ad indagare in maniera più approfondita si scopre che questa denominazione fà riferimento al tipo di yoga legato all’ esecuzione delle pose, è quindi più focalizzato su uno degli otto “rami” dello yoga, ovvero l’ asana, che è l’unico che comprende le posizioni.
Quindi, se stai praticando lo Iyengar Yoga vuol dire che stai facendo hatha yoga, e lo stesso vale per l’ Ashtanga Yoga, anche se ci sono notevoli differenze tra le due pratiche; tutti i tipi di yoga contemporaneo che concernono l’ esecuzione di esercizi fisici rientrano quindi nella definizione di Hatha Yoga.

LA STORIA DELL’ HATHA YOGA

hatha-yoga-foto1Il termine hatha in sanscrito significa “forte”, “vigoroso”. Difatti, messo a confronto con le più leggere e spirituali pratiche esistenti al momento della sua nascita (intorno al XII sec.), l’ hatha yoga risulta essere molto più fisico in quanto fondato sul movimento e la coordinazione, come ci viene riportato anche dalla studiosa della letteratura yogica Ellen Stansell.
Bisogna attendere però un po’ di anni prima di veder nascere la pratica moderna dello yoga basato sulle asana (posizioni) che tutt’ora viene identificata come hatha yoga ed è la più diffusa al giorno d’oggi.
I primi guru indiani che importarono lo yoga all’attenzione del pubblico occidentale, attorno alla metà del XIX secolo, si prodigarono molto per prendere le distanze dall’ hatha yoga, in quanto considerato inferiore perchè associato ai mendicanti vagabondi, chiamati yogins, che lo praticavano per le strade. Solo alla fine del 1800 con l’avvento del culto per il fisico l’ hatha yoga viene integrato agli insegnamenti di questa pratica come riportato nel libro dell’ esperto Mark Singleton: “Yoga Body: The Origins of Modern Posture Practice”.

DESCRIZIONE DELL' HATHA

Una seduta di hatha yoga consiste in una serie di posture fisiche e tecniche di respirazione, la durata può variare dai 20 minuti fino a 2 ore a seconda dell’abilità e delle esigenze dei praticanti.
Bisogna sempre adattare la seduta in base alla salute fisica di chi la esegue, quindi tener conto dell’affaticamento, di eventuali dolori o impedimenti fisici.
È consigliato eseguire la seduta di hatha yoga giornaliera sempre allo stesso orario, per valorizzare la disciplina che necessita quest’ arte, non ci sono però vincoli riguardo all’orario in cui svolgere l’allenamento, che può essere alla mattina appena svegli, nel pomeriggio o alla sera, l’importante è mantenere la routine.
I movimenti delle asana si basano fondamentalmente su tre tipologie principali: i piegamenti in avanti, i piegamenti all’indietro e i movimenti rotatori, attenzione però alla sequenza con cui vengono svolti questi esercizi; è difatti molto importante bilanciare le tipologie di movimenti da eseguire: ad esempio ad un esercizio che richiede un piegamento sulla sinistra dovrà essere seguito da un esercizio di piegamento verso destra.
Durante gli esercizi, il movimento del diaframma nella respirazione deve sempre essere tenuto sotto controllo ed i respiri devono essere profondi, lo stomaco dovrebbe contrarsi mentre si inala e rilassarsi una volta espirato; ovviamente tutta la respirazione deve avvenire rigorosamente attraverso il naso. Di solito l’ inalazione avviene durante i movimenti rivolti alle spalle mentre l’ espirazione avviene nei piegamenti in avanti.
La componente mentale è imprescindibile nell’ hatha yoga in quanto non si tratta di uno sport competitivo ma di una pratica atta a sviluppare l’ autocoscienza e l’ automiglioramento, l’ attitudine all’ attenzione e all’ auto-critica è molto importante, le proprie limitazioni devono essere prima accettate e poi lentamente e con pazienza migliorate.
La pazienza appunto è un’ altra componente rilevante per coloro che intendono avvicinarsi a questa disciplina, i movimenti devono essere lenti e sviluppati gradualmente, il fisico deve sempre seguire le sequenze in maniera fluida senza opporre resistenza e senza comportare stanchezza.
Alcuni movimenti dello yoga possono risultare scomodi da eseguire per i principianti, ma una delle caratteristiche necessarie per apprendere l’arte è quella di saper capire quando una postura genera beneficio o quando invece può comportare un infortunio.
Una regola non scritta dell’ hatha yoga è che quando i muscoli e le giunture cominciano ad essere indolenziti è il momento di fermarsi.

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QUALI BENEFICI?

hatha-yoga-foto2Uno studio condotto nei primi anni 90 evidenzia come la pratica dello yoga annessa alla meditazione e combinate ad una dieta povera di grassi può significativamente ridurre il blocco delle arterie coronarie.
È inoltre dimostrato che i benefici influiscono anche sulle problematiche legate allo stress come ad esempio l’alta pressione del sangue od il colesterolo, tanto da spingere le cliniche e le scuole mediche ad adottare la meditazione come “arma” per combattere lo stress.
L’ hatha yoga è anche utilizzato dai fisioterapisti nei percorsi riabilitativi conseguenti ad infortuni o disabilità proprio a causa adattabilità e alla “gentilezza” caratteristiche di questa disciplina.
La costanza giornaliera nel fare esercizio migliora sensibilmente la forma fisica, la flessibilità e la forza di chi lo pratica, le persone che hanno intrapreso questo percorso affermano che i benefici a livello di salute ed energia sono numerosi ed effettivi.
Passando alla componente mentale dell’ hatha yoga, si possono riscontrare effetti positivi sulla disciplina della mente, generando benefits in vari aspetti della vita e dell’attegiamento di un individuo, aumentandone la confidenza in se stesso.
Una volta imparate le basi della disciplina, certe posizioni possono essere utilizzate per soddisfare alcune esigenze come aumentare la concentrazione e la memoria oppure diminuire la formazione di gas ed il gonfiore dopo i pasti.
È inoltre diffusa l’idea che lo yoga possa contribuire alla riduzione di diversi tipi di problemi come il diabete, l’ asma, la costipazione, la menopausa, le vene varicose, i dolori alla schiena, la sclerosi multipla e la sindrome del tunnel carpale.

COSA NON FARE MENTRE SI PRATICA L' HATHA YOGA

  • Non si deve parlare, poichè chiaccherare durante l’ esecuzione delle asana non solo disturba l’ equilibrio della pratica ma può anche danneggiare l’ organismo.
  • Non di dovrebbe bere acqua, in quanto è normale avvertire un senso di accaldamento durante gli esercizi e bere acqua contrasterebbe l’ effetto benefico che ne deriva.
  • È fondamentale praticare l’ hatha yoga a stomaco vuoto, proprio perchè la presenza di cibo nello stomaco può comportare un maggior dispendio di energie.

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